SI INFORMA CHE DAL 08 AL 21 AGOSTO L’ASSOCIAZIONE THAMAIA RIMANE CHIUSA.
SI COGLIE L’OCCASIONE PER AUGURARE A TUTTI/E
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Corso di Formazione sulla Violenza di Genere contro le Donne ed i Minori
Corso di Formazione sulla Violenza di Genere contro le Donne ed i Minori – Edizione 2011.
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Il corso è rivolto ad un massimo di 30 partecipanti e sarà realizzato con il patrocinio
e l’accreditamento della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania. Il corso, prevede la partecipazione, in qualità di docente, di esperte dell’Associazione Thamaia e di alcune esperte della facoltà ospitante.
Il corso affronterà i seguenti argomenti:
- CONCETTI DI BASE SULLE CARATTERISTICHE CULTURALI DEL FENOMENO
- IL CICLO DELLA VIOLENZA
- CONSEGUENZE SOCIALI E PSICOLOGICHE DELLA VIOLENZA DI GENERE
- INDICATORI DELLA VIOLENZA SULLE DONNE
- VIOLENZA SULLE DONNE E METODOLOGIA D’INTERVENTO
- VIOLENZA DI GENERE E LAVORO DI RETE
- LA VIOLENZA ASSISTITA DAI MINORI
- STRUMENTI GIURIDICI: TUTELA PENALE E CIVILE
Gli incontri seminariali si svolgeranno il martedì h 15:00/20:00 e il sabato h
8:30/13:30 presso la facoltà di scienze politiche, Via V. Emanuele 49, nelle date di: 12,
16, 19 e 30 Aprile, 3 e 7 maggio.
Il primo seminario è aperto a tutti/e.
Convegno “Donne, lavoro e parità”
Convegno sulle Pari Opportunità
25 marzo 2011
dalle ore 09,00 alle ore 19,00
Le Ciminiere sala C3, V.le Africa 12 Catania.
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Attualità dalle Istituzioni dell’UE
Attualità dalle Istituzioni dell’UE
05. Libera circolazione dei lavoratori e politica sociale
8 marzo, Giornata internazionale della donna, 8. 3.11:
Leggi il comunicato.
Per saperne di più: i progetti finanziati per promuovere la parità di genere sul MEMO/11/147.
La prima giornata europea per la parità retributiva tra donne e uomini denuncia il divario salariale nell’UE
La prima giornata europea per la parità retributiva tra donne e uomini denuncia il divario salariale nell’UE, 5.3.11:
Leggi il comunicato
Per saperne di più: la parità uomo-donna nell’UE, la campagna sulla disparità retributiva tra donne e uomini sulle pagine della DG Occupazione, affari sociali e integrazione, Viviane Reding, vicepresidente e commissaria alla Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza sulle pagine della Commissione europea, i dati statistici sulla parità uomo-donna sulle pagine di Eurostat.
8 marzo, la storia
L’8 Marzo, si festeggia in tutto il mondo la giornata della donna.
L’origine della Festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una fabbrica tessile di Cotton di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l’8 Marzo che la proprietà dell’azienda, sotto il nome di Mr. Johnson, bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
L’8 Marzo divenne col tempo, attraverso successivi riconoscimenti, la Giornata Internazionale della Donna, a favore di tutte quelle donne che hanno lottato e sofferto per mutare tante avversità e condizioni sociali disumane.
Questa ricorrenza, partendo dagli Stati Uniti, si estese in tutto il mondo per riscattare la figura femminile.
L’iniziativa di estendere tale commemorazione a livello internazionale fu dunque di Clara Zetkin, durante la Conferenza Internazionale delle donne socialiste a Copenaghen; da questo evento, nasce la giornata dell’8 Marzo a livello mondiale che abbraccia anche altre versioni e radici storiche che non si distaccano, comunque, dal significato che simboleggia il tragico evento storico.
La tragedia del 1908 è divenuta l’emblema della rivendicazione femminile da qualsiasi forma di violenza.
Video delle immagini della fabbrica (unità.it)

L’emblema floreale dell’8 Marzo è il fiore della mimosa, solare, radioso e profumato che risale al 1946, assunto in Italia, da donne italiane.
Fu scelto dalle donne, durante la manifestazione dell’ UDI (Unione Donne Italiane), un fiore che divenisse simbolo delle loro lotte e lo trovarono nella mimosa.
Emanava un profumo molto inebriante e particolare e fioriva nel periodo primaverile, prossimo alla giornata dell’8 Marzo; così la mimosa da allora fino ad oggi, divenne il simbolo floreale dell’8 Marzo.
PROGETTO VIOLA
PROGETTO VIOLA – Attività di sensibilizzazione, formazione e informazione sulla violenza di genere contro le donne ed i minori per la costruzione di una rete antiviolenza locale.
Calendarizzazione seminari di formazione SALA BIANCHI – COMUNE DI ADRANO
1° Incontro: 02 marzo 2011 (15.00/19.00)
- Documentazione emanata da organismi che operano a livello internazionale ed europeo mondiale sul tema della violenza contro le donne
- Definizione di violenza di genere Somministrazione questionario sulla percezione della violenza
- Percezione della violenza
- Stereotipi e Realtà
2° Incontro: 9 marzo 2011 (09.00 – 13-00)
- Tipi di violenza
- Ciclo della violenza
- Indicatori della violenza sulle donne
- Le conseguenze psicologiche e sociali della violenza
- Fattori che ostacolano le donne che subiscono violenza a chiedere aiuto
3° Incontro: 16 marzo 2011 (15.00 – 19.00)
- Conoscere e comprendere il funzionamento psichico della vittima
- Ostacoli al riconoscimento della violenza per chi offre aiuto
- La violenza assistita: indicatori e conseguenze a breve-medio e lungo termine sullo sviluppo psico-sociale del minore
- Leggi e direttive dello stato Italiano sul tema della violenza contro le donne e sui minori.
- Tutela penale e civile nei casi di violenza alle donne e ai minori.
2° Incontro: 22 marzo 2011 (09.00 – 13-00)
- I centri antiviolenza: dalla nascita alla costituzione di D.I.RE contro la violenza
- Metodologia del centro: Il filtro telefonico, l’ accoglienza e la rete antiviolenza
- Conclusione e somministrazione del questionario di gradimento
LA PARTECIPAZIONE AI SEMINARI DI FORMAZIONE È RISERVATA ESCLUSIVAMENTE AGLI/LLE OPERATORI/TRICI DESIGNATI DA OGNI SINGOLO ENTE E CHE SI SONO REGOLARMENTE ISCRITTE
Ai/lle partecipanti sarà rilasciato l’attestato di partecipazione alla fine del ciclo seminariale e solo se avranno partecipato ad almeno due seminari.
per Thamaia La Coordinatrice del Progetto Viola G. Ferraro
Voci dalla piazza. «Per salvare insieme l’Italia»

Rosa ha tre mesi appena. «Chi sa come saranno considerate le donne in questo paese quando avrà vent’anni», dice la mamma spingendo il passeggino tra la folla festante. Ma la sua è la domanda che si fanno tutte e tutti in questa manifestazione in una Roma assolata che sembra primavera. Come sarà l’Italia in futuro? Ancora un paese che sembra umiliare le donne, relegarle al solo ruolo di carne da esporre o da usare per i propri piaceri? No, già oggi il paese non è questo. E lo dicono con forza centinaia di migliaia di persone, che con un urlo di liberazione al richiamo del palco a Roma esprimono il loro sdegno con un corale “basta!”. E’ una fiumana di gente quella che si riversa per via del Corso e via del Babuino per tentare di raggiungere una piazza del Popolo già gremita dalla tarda mattinata. Donne di tutte le età, certo, ma tantissimi erano gli uomini e i bambini. E i turisti assistevano attoniti a questo sussulto di dignità dell’Italia.
«Non è vero che siamo un paese addormentato, ci siamo – assicura Giulia, 40 anni, insegnante – e sono tanti i motivi per scendere in piazza ma oggi era importante manifestare per la dignità vilipesa della donna e di un intero popolo». In piazza c’è Erika, 35 anni, sventola il libro sulla sessualità femminile che ha scritto qualche tempo fa e che ha fatto pubblicare con le sue sole forze. Laureata in lingue, oggi fa la receptionist ma è stata per 4 anni disoccupata: «Voglio lanciare un messaggio a tutte quelle che hanno vissuto la mia esperienza di precariato e di disoccupazione, ero disperata ma non mi sono umiliata, bisogna resistere non esiste solo il nostro corpo ma anche e sopratutto il nostro cervello e io per quello voglio contare».
Un’altra che fa affidamento sul suo cervello è Lucia, 26 anni, calabrese ma ora ricercatrice alla Bocconi «per 800 euro scarsi al mese. Non sono di certo Sara Tommasi – ride – ho lavorato come cameriera per pagarmi le rette salatissime dell’università e lo faccio tutt’ora perché i soldi non mi bastano per andare a convivere con il mio ragazzo, anche lui esso precario. Io sono sono una vera donna italiana».
Paola, 53 anni, è venuta assieme a tutto il suo gruppo di colleghe dell’Istituto Comprensivo Visconti, «il problema non è Berlusconi – dice a voce alta rivolta alle altre introno a lei – ma chi ancora lo sostiene: è questo che sta portando il paese allo sfacelo». E tutti intorno, sconosciuti, a stringerle le mani e a dire «brava, signora, brava che l’ha detto».
Poi ci sono gli uomini, tanti, che sono venuti da soli o ad accompagnare le compagne, mogli, sorelle, figlie per le quali immaginano un futuro che non finisce nel lettone di Putin con una ricompensa a forma di ciondolo a farfalla. Come Giacomo, 35 anni: «penso a mia madre, a mia sorella, a tutte le mie amiche che ogni mattina si svegliano e vanno a lavorare con dignità senza prostituirsi nel corpo e sopratutto nell’intelletto».
C’è Giuseppe, studente di storia, 25 anni, che è venuto perchè lui «non compra le donne e non le vende», al contrario le ritiene «una risorsa per uno stato che voglia davvero dirsi moderno». E poi c’è Andrea, che a dispetto del nome è una bella ragazza di 25 anni, ricercatrice alla Sapienza, che con altri coetanei ha formato il gruppo “Quinto potere”, «perchè eravamo stanche di stare a guardare lo schifo degli ultimi anni, volevamo fare qualcosa di concreto». «Non si tratta solo delle donne, c’è stata una mercificazione di tutto l’apparato dello stato, a me non interessa quello che fanno queste ragazze, è una loro scelta vendersi per 5 mila euro, sono e saranno sempre una minoranza, ma come popolo non possiamo tollerare che poi diventino ministre o consigliere regionali e che passi il principio nelle nuove generazioni che questo è l’unico modo per andare avanti». La manifestazione finisce, dal palco la musica di Aretha Franklin scioglie la protesta un grande ballo collettivo. Al termine, un urlo di liberazione sale spontaneo dalla piazza: «dimetti! Dimettiti!».
Quasi cinque vittime di violenza maschile in tre giorni
Una è sopravvissuta perchè ha finto di essere morta mentre il suo carnefice pensava dunque di aver finito il lavoro, una è morta assassinata ma non si sa ancora chi l’ha uccisa.
Due uomini italiani hanno sterminato le famiglie. Leggi l’articolo completo
